KRAEDO AND FRIENDS WELCOME YOU.


UNO DI SANT'ANNA.



Titolo semplice per una storia straordinaria.



Quante volte abbiamo letto o sentito, di qualcuno di umili origini, fare cose straordinarie?


Sicuramente, migliaia di volte nel corso della nostra vita. Cose successe in ogni angolo di mondo, nei posti meno conosciuti o addirittura neanche esistenti nelle mappe geografiche.


Il titolo: UNO DI SANT'ANNA, e' un omaggio alla mia citta' di origine e a tutti i suoi cittadini che hanno sempre rispettato i miei genitori.   Tutta la citta' ha reso omaggio a mia madre e mio padre, accompagnandoli nell'ultimo viaggio. Al funerale di mia mamma, (48 anni fa') c'erano tutti, una folla che non mi ricordavo di avere mai visto al paesino, che a quei tempi, non era ancora una cittadina.   20 anni dopo, se ne ando' mio padre. Anche se io non ero presente al funerale di mio padre, per drammatici motivi personali, so che c'erano tutti quelli che poterono attendere.  


(GRAZIE GENTE DI SANT'ANNA).


Il destino, mi ha portato a vivere una vita randagia. E in certi periodi socialmente selvatica, come un animale braccato che continua a fuggire da tutto e tutti e anche da se' stesso.


Mi sono talmente sedimentato in questo stato d'animo che non riesco piu'a sentirmi sicuro e a mio agio in nessuna comunita'. Mi sento come se ogni persona che mi avvicina, sta' cercando di togliermi qualcosa. O di impormi qualcosa.

Qualcosa che non cerco e di cui non ho bisogno. In cambio di quel qualcosa che ho paura di perdere, che e' me stesso, il mio spirito, la mia esistenza, il mio essere tutto intero. Non ho soldi, non ho possedimenti, sono ormai pure diventato vecchio e molto attacato alla mia identita, che preferisco vivere da eremita piuttosto che condividere la mia vita con mercanti di anime e predicatori del deserto.  


E mi vengono in mente i miti dall'antica Grecia, con tutti I suoi Dei e Dee capricciosi/e e vendicativi/e.

Ogniuno/a in perenne campagna di proselitismo pro Domo Sua. Come I politici contemporanei, sempre in campagna elettorale. Sempre cercando di convertire qualcuno al proprio partito.   Come religiosi praticanti di ogni religione, come i diversi gruppi sessuali, come I drogati di diverse sostanze stupefacenti. Ogni uno in cerca di convertire altri al proprio credo, al proprio stile di vita.


A Volte, mi sembra di essere in una Medina nordafricana o al mercato di Porta Portese, o al mercato di Camden Town, ormai da molti ribattezzato (SCUMDEN TOWN). SCUM in inglese vuol dire FECCIA.

Tutti insistenti per vendermi qualcosa, senza lasciarmi il tempo e la liberta' di guardarmi intorno.


E questo mi fa riflettere sulle dichiarazioni di democrazia e liberta', di diritti e doveri, di leggi e regole dei nostri paesi. Ma poi, io vedo che non e' vero niente. Perche' l'unica liberta' che abbiamo, e' la scelta di quale gruppo o tribu' vogliamo appartenere. E qualunque gruppo scegliamo e' in conflitto con altri gruppi diversi. Intendo I gruppi qui sopra citati.

Per usare un termine che ho sentito da una donna inglese tanti anni addietro;   IL SISTEMA DITTATORIALE, FOTTE I SUOI CITTADINI SENZA LASCIARGLI SCELTA. IL SISTEMA DEMOCRATICO INVECE TI LASCIA LA SCELTA DEL COLORE DELL'UCCELLO COL QUALE FOTTERTI MA NON LA MISURA NE' QUANTO TE NE METTONO DENTRO.


Ma se uno desidera vivere in rispetto delle leggi e delle regole scritte di qualunque nazione, senza appartenere a nessuna tribu', allora per il sistema, e' una specie di sovversivo. Uno da essere abbandonato come selvaggina ai cacciatori di persone da catturare e mettere in gabbia. Conta qualcosa dire che io rispetto le leggi scritte e credo nella liberta' individuale?.   E che sono invece gli adepti di tutte le tribu' sociali, coloro che disattendono le loro promesse e ignorano le leggi da essi stessi scritte?   Serve a qualcosa specificare che le nostre societa' scrivono delle leggi alle quali non sono fedeli e perseguitano coloro che in queste leggi credono e le rispettano?


Ultimo commento polemico: Ma se queste diverse fazioni sociali, sono felici del proprio stile di vita, della propria religione, del proprio indirizzo politico, della propria sessualita' delle proprie idee, delle droghe che prendono, perche' non si dedicano a goderne in pace, senza andare a caccia di proseliti da convertire?


Io sto' bene cosi', sono felice e soddisfatto di quello che sono e mi dedico alla mia gioia di vivere libero. Mi piace stare con me stesso e comunicare con altre persone solo quando mi trovo faccia a faccia per motivi di necessita' , durante il lavoro o quando vado a fare la spesa, o una visita medica o studio, o nelle sale da ballo o altri momenti di incontro fugace. E in casi eccezionali godere della compagnia femminile. Poi sento la necessita' di stare con me stesso a riflettere, allenarmi, cucinare, mangiare, leggere, scrivere e dormire, sognare e di tanto in tanto una telefonata ad un qualche parente con cui mi sento a mio agio.    

Io purtroppo mi sento a disagio nella mia citta' natale, per via dei bulli che mi picchiavano quando ero bambino mi forzavano a rubare frutta e soldi dal negozietto di mio padre, se volevo essere accettato a giocare con loro. E degli stupidi abusi che ho subito da ragazzini di sette o otto anni anni piu' grandi di me quando ancora ero in seconda elementare. Io avevo anche dimenticato, con la vita intensa che ho sempre condotto e che ancora conduco, con allegria infantile e straripante gioia di vivere.


A sei anni, si ha paura di raccontare tutto al proprio padre, anche perche' mio padre era molto protettivo e geloso di noi figli e temevo che se avesse saputo delle angherie che ho subito, avrebbe reagito con rabbia contro i miei bulli.


Io non volevo vederlo irato. Lo vidi una volta che reagi' contro un uomo che da ubriaco, tiro' fuori un coltello, assumendo un atteggiamento aggressivo nei confronti dei presenti nel negozietto di mio padre e rimasi terrorizzato alla vista di tanta violenza e tanto sangue. Mio padre lo aveva picchiato a sangue.  

Cosi' preferii tacere e dimenticare. Comunque ora da Vecchio e dopo tanto fuggire da un posto all'altro, ho imparato che gli abusi sui bambini sono sempre accaduti in tutti I paesi dove sono stato ed io non sono l'unico. Chi piu' chi meno,da bambini,tutti abbiamo subito abusi. E come me tantissimi non lo dicono ai genitori, per paura .  


Comunque, presto avenne il nostro primo sfratto e da Sant'Anna ci spostammo a Is Domus, (un chilometro di distanza), il paesino che ora e' attaccato a Sant'Anna. Li ero vicino a mia nonna materna che mi voleva tanto bene e ai miei cugini e trovai tanti amici che invece di bullizzarmi, mi aiutavano, mi rispettavano e mi proteggevano. Finalmente potevo vivere appieno molti anni della mia infanzia giocando felice e sereno, non dimentichero' mai quegli anni ne' mai dimentichero' quegli amici.


Poi avvenne un altro sfratto, con una nuova sorellina in famiglia, mamma malata e mio padre unica fonte di guadagno, era difficile fare quadrare i conti. Ma ormai ero gia' adolescente, quando da Is Domus, a causa del secondo sfratto, ci spostammo a Sa Portedda, una casetta in cima ad una collinetta, con vista sul campo militare e sulle dune bianche di Porto Pino. Gli bitanti di Sa Portedda, erano composti dalla mia famiglia, una coppia di giovani con una bambina che possedevano un allevamento di maiali, due famiglie che gestivano i due bar per servire quelle centinaia di militari della NATO, i buoi del padrone di casa, i gatti semiselvatici (tanti gatti), le pecore che passavano davanti a casa per andare al pascolo e poi rientravano la sera agli ovili a circa tre chilometri e le montagne di cui imparai a conoscere ogni angolo. Furono tre anni di totale pace interiore e di gioia di vivere intensa.  


Ormai frequentavo le scuole medie e dovevo viaggiare per sei chilometri in autostop. Tante persone che mi conoscevano, mi davano un passaggio ma qualche volta, dovevo tornare a piedi.


Mi rammaricavo di non avere una vita sociale con i miei coetanei di Sant'Anna. Pero' in cambio, imparai ad amare le lunghe camminate e a fare amicizia con i militari, con le persone che venivano al distributore di benzina, dove per qualche mancia, lavavo le automobili. La mia vita era nonostante tutto intensa.


Feci amicizia con tutti i figli dei sottufficiali e degli ufficiali che erano di stanza nelle villette del poligono, a poche decine di metri dalla strada principale.


Questi amici, mi portavano sul Pullman militare all'oratorio della cittadina di Teulada a 15 chilometri di distanza a giocare a pallone.


Poi avvenne un altro sfratto causa non pagamento dell'affitto. Questa volta, ci spostammo solo di 15 metri, alla casetta antica dei proprietari di uno dei due bar.

Per pagare l'affitto, mio mio padre lavorava le sere di fine settimana come cuoco nel ristorante del bar ed eravamo tutti contenti.  


La casetta che ci avevano affittato, era composta da due camerette, una con caminetto adibita a cucina e a camera da letto per me, mio fratello e l'altra come camera da letto per il resto della famiglia. Non c'era il gabinetto in quella casa, nemmeno una latrina, andavamo dietro I cespugli ma per noi era normale non ci fregava niente. E l'aqua la prendevamo dal pozzo comune dove la prendevano I padroni dei bar, per irrigare I loro orti.


Ancora mi ricordo il comico fatto che mi procuro' le risate ironiche di tutti I componenti mia famiglia.

Il padrone del bar, ci regalo' alcune sedie di metallo con sedile di stecche di legno e braccioli in metallo, erano le sedie larghe, le antiche sedie dei bar di allora, noi le chiamavamo su carironi ovvero, nel dialetto santanese, (il seggiolone). Io sempre contro-corrente e ribelle, (IL SOVVERSIVO) sempre ad inventare trovate provocative. Cosi' una sera al buio, presi una di quelle sedie, le tolsi due stecche dal centro del sedile la portai in mezzo al campo e la usai come tazza del cesso.  


Poi, chiaro che non avevo la carta igienica quindi, usavo I giornali. Alla mattina, mio padre si alza per andare a lavorare con la motocarrozella e anche per portarci a scuola a Sant'Anna. Usci' verso il cortile, per lavarsi la faccia nel lavamano con l'acqua che portavamo dal pozzo e nel vedere SU CARIRONI in mezzo al campo, scoppio in urli e rimbrotti contro di me, apostrofondami: carironi, vieni qui guarda cosa hai combinato. Ma non sai stare buono mezz'ora tu? nemmeno quando vai al cesso? Sempre a combinare guai. Adesso se lo vede il padrone di casa viene a rimproverare me per le tue cazzate. E poi hai lasciato tutte quelle pagine di giornale sparpagliate dappertutto.


Stavo per dirgli che tanto il giornale lo avevamo gia' letto tutti. Ma preferii risparmiarmi un ceffone e correre subito a raccogliere il giornale e riportare il mio cesso portatile indietro al cortile. Cosi' almeno potevo scoppiare a ridere senza essere visto mentre raccoglievo le pagine sporche del giornale.


Di tanto in tanto, per prendermi in giro e farsi una risata, la mamma mi chiamava "su carironi". Ve lo giuro che sto' ridendo mentre scrivo e che mi scappa da ridere ogni volta che ci penso.   Ma presto da carironi, venni ribattezzato "Su Bandiru" Il Bandito. Ne avevo combinata un'altra delle mie.  

Un pomeriggio, dopo il pranzo domenicale al quale furono presenti zie e padrini, io dopo un paio di bicchieri di vino, annoiato e senza coetanei coi quali giocare, andai in camera da letto e mi misi davanti allo specchio del guardaroba, a tirare pugni e calci finti alla mia immagine riflessa nello specchio, finche' decisii di mettere KO il mio avversario, dandogli una testata al petto. Purtroppo, come accade nei film comici, sbagliai la misura e spaccai lo specchio. Impaurito di dover essere punito con rimproveri e qualche ceffone, scappai immediatamente sui monti e tornai nelle vicinanze al tramonto e mi nascosi nella stalla dei buoi a fianco della casa. Tutti I parenti erano andati via ed era ormai buio.  


Aspettavo e speravo di essere chiamato dai genitori, perche' ero stupidamente orgoglioso e consapevole di essere colpevole e non avevo il coraggio di arrendermi e chiedere scusa.

Appena scese il buio sentii la voce di mia madre che mi chiamava, chiedendomi di rientrare che non sarei stato punito. E rientrai mogio, mogio, silenzioso, silenzioso con la vergogna di guardare mio padre negli occhi.

Avevo imparato la lezione e mi ero ripromesso di smetterla di rubare la Motocarrozzella che a mio padre serviva per lavorare.   E io gliela portavo via sempre al pomeriggio mentre lui faceva la pennichella. E se non era la motocarrozella, erano le altre motociclette di parenti e amici di mio padre che io prendevo di nascosto per le mie scorribande avventurose. (Per chi non sapesse, negli anni sessanta, le motociclette o non avevano chiusura a chiave o erano facilissime da aprire con una forcina per capelli di cui io ero specialista).



Mi ricordo con commozione e gioia di questo periodo spensierato.

Mi ricordo sopratutto quando con le mie sorelle e mio fratello, alla notizia dello sfratto , montavamo I nostri cavalli di canna e andavamo a SA Tanca dell'ex padrone di casa armati di barattoli vuoti di pomodori pelati da tre chili e con I bastoncini di canna battevamo sui barattoli, improvvisando una banda musicale, cantando parolacce rimate contro l'ex padrone di casa e ci scappava da ridere, perche' a noi, non ce ne fregava niente di essere sfrattati. Noi avevamo nostro padre che ci proteggeva e le sere davanti al caminetto, ci raccontava storie fantastiche che arricchivano I nostril sogni, da bambini amati e protetti.


Per noi non cambiava nulla, potevamo anche dormire per terra all' aperto (e a Volte d'estate lo facevamo) che ci sentivamo allegri comunque.


Ma ormai, si avvicinavano i miei quattordici anni ed io non avevo piu nessuna voglia di andare a scuola. Avevo ripetuto la seconda media e non venni promosso neanche la seconda volta .


Cosi' andai a Roma a casa della sorella maggiore che era fidanzata e da li' comincio' per me una Nuova storia.


Una storia, che mi ha portato da Roma a lavorare in Francia, in Germania, in Olanda, in Spagna, (la quale non era ancora nel mercato comune europeo e io vi lavorai da clandestino per due lunge stagioni, da Marzo a Ottobbre). E poi ancora Roma e Milano e ancora Sardegna e ancora Roma e ancora Germania e da ultimo Gran Bretagnia. La mia nazione prigione dalla quale ho tentato mille evasioni e mille volte sono tornato indietro.


 Mi ricordo un anedoto del 2009 in un ristorante Italiano di Woodford Green a est di Londra. Arrivo' una famiglia di sardi in vacanza e la signora capofamiglia, attratta dal mio inglese parlato con accents sardo, mi cheese: Da dove vieni? Le risposi: dalla germania. Lei: e in Germania da dove ci sei arrivato? Io: Dalla Spagna. Lei: E in Spagna, da dove ci sei arrivato? Io: Dall' Olanda. Mentre tutta la famiglia guardava in silenzio sorridendo e appassionandosi alla scena, lei continuo' e in Olanda, da dove ci sei arrivato? Io: Da Roma. Lei: e a Roma da dove ci sei arrivato? Io: Dalla Sardegna.

Lei: E DA CHI STAI SCAPPANDO? E la sala del ristorante fu scossa dal boato di una risata generale. Erano una cinquantina di persone che assistettero alla scena quasi tutti italiani

e degli ospiti inglesi, chi piu' chi meno capivano un po' di Italiano. Che risate! E che spirito creativo in quella famiglia, (SPIRITO SARDO.)


Ma desidero continuare   questa storia in modo ancora piu' poetico e positivo per ispirare I giovani di tutto il mondo che vivono in poverta' in posti del mondo senza elettricita' senza acqua corrente, senza cibo sufficiente senza speranza di un futuro migliore, come lo era ai tempi della mia infanzia, il sud del Sulcis o anche peggio, senza neanche un padre che la sera davanti al caminetto gli racconta le favole.


Vorrei ispirare questi nuovi nullatenenti che la poverta' non deve essere motivo di tristezza e di delusione verso la vita. Non esistono vite tristi. Le vite sono tutte gioiose e vale la pena viverle in allegria. La poverta' puo' essere uno stimolo per viaggiare, per imparare nuove professioni per fare nuove esperienze, provare nuove emozioni  

Per sfidare le difficolta' della vita con animo allegro e sentimenti nobili di alta moralita' e dignitosa umanita'.


Non esistono vite inutili. Ogni vita ha un suo scopo di esistere.


Desidero essere ricordato come uno di Sant'Anna, uno dei tremila abitanti che partito dal paese, senza arte ne' parte, o come si diceva a quei tempi,(con la valigia legata con lo spago.)

O come si diceva a Livorno, (con una scarpa e una ciabatta) e con la sola seconda media di educazione scolastica, e' riuscito a sopravvivere, imparare l'inglese e scrivere anche un libro con alcune poesie significative e alcune novelle che hanno ispirato diverse persone che nella mia vita ho conosciuto. Una di queste poesie e una di queste novelle, e' anche stata tradotta in cinese, da una mia conoscente cinese di Hong Kong , col mio permesso. So che la novella FREEMAN, la ha tradotta e se la passano di mano in mano ad Hong Kong. Mi sento onorato di questo fatto.


Il libro che ho scritto in inglese, e che publico qui in Italiano, (Appena lo traduco) lo intendo come un esempio positivo diretto a ispirare i bambini verso una vita allegra, piena di gioia e a trattare tutti i momenti negativi come se fosse un'avventura nella quale sentirsi i protagonisti che ne escono sempre e comunque vivi, quindi vincenti.


Perche' alla fine uscire vivi e sani da qualunque situazione drammatica e' l'unica vittoria di cui sentirsi orgogliosi.


Sentirsi eroi per avere vissuto in umilta' con l'orgoglio di non avere mai ceduto il proprio spirito, ne' il proprio corpo ne' perso la propria sincerita' e la spontaneita' dei bambini.


La conservazione del proprio spirito e la spontaneita' sono le basi per l'autostima, la creativita' e la soddisfazione ultima di essere esistiti come siamo.


Oggigiorno, esistere come siamo diventa sempre piu' difficile, per questo ho scritto questo libro. E per questo lo dedico a Sant'Anna e a tutti i suoi abitanti senza distinzioni, non serbo rancore ne' nutro odio per i bulli della mia infanzia. Tanto, se guardo bene indietro parte di quel bullismo. Lo ho inflitto ad altri incluso mio fratello, che io picchiavo a volte senza ragione solo per provare la mia forza e per scaricare un po' di quella violenza che avevo subito anch'io. Ma che avevo ben presto sconfitto dentro di me Mio fratello lo capi' e me lo spiego' perche' ero stato cattivo con lui e come ero stato forte a distruggere la crudelta' dentro il mio animo. Da solo ho distrutto dentro di me quel mostro terribile, senza trasmetterlo ulteriormente ad altri.


Il libro, originariamente e' intitolato THE ADVENTURES OF KRAEDO, (libro uno di due), della storia THE STRAY SPIRITS. Ovvero SPIRITI RANDAGI. Kraedo, e' il nome del personaggio principale del primo libro ed e' l'elaborazione della parola credo, perche' io credo, io credo nella vita, io credo nella mia vita. Io credo che non sono nato per caso. Io credo di essere nato umano per vivere secondo i dettami e le aspirazioni della umana natura. Che sarebbero; Allegria, gioia di vivere e di accettare tutti gli aspetti e i sentimenti della vita umana come una scuola dove impariamo a conoscerci dentro e fuori, ad imparare ogni giorno, ogni minuto cosa siamo cosa sono i nostri simili, dove sbagliamo e dove facciamo il giusto e come possiamo migliorarci.


Una scuola che ci ispira a conoscere e sperimentare tutti i sentimenti umani senza paura senza arroganza e senza rimpianti. A conoscere l'amore e l'indifferenza, la rabbia e la ragione il pericolo e la pace, il male ed il rimorso, la vendetta e il perdono, l'abuso e la vergogna, il rispetto e l'ignoranza, la gioia e il dolore, la speranza e la delusione, i sogni e gli incubi, il divertimento e l'amicizia, la menzogna e la sincerita' il lavoro e il riposo. L'odio e il disprezzo. Senza fermarsi mai fino alla fine. Senza lasciare nessun sentimento umano inesplorato ma senza lasciare mai che l'odio diventi parte attiva del nostro sistema esistenziale. L'odio, bisogna conoscerlo come parte dei sentimenti umani ma dobbiamo essere capaci di controllarlo, di soffocarlo umiliarlo fino a renderlo inutile e morto. Pero' bisogna conoscerlo perche' non si puo' eliminare uno dei nemici piu' distruttivi del nostro istinto animale, senza conoscerlo bene. Conoscere ed eliminare l'odio e' il primo passo verso la creazione di una personalita' civile, sociale al livello umano piu' evoluto.


A proposito di odio: Cito Nelson Mandela; In una intervista ad un giornale inglese, gli fu chiesto se odiava i capi di governo durante l' Apartheid. Lui rispose serafico; No, non I odiavo, LI DISPREZZAVO.

Da questa frase mi venne in mente di spiegare il significato a modo mio: l' odio e' il sentimento degli sconfitti che distesi sulla polvere guardano in su' verso il vincitore che li calpesta.

Mentre il disprezzo e' il sentimento dei vincitori giusti, che guardano in giu' verso il tiranno sconfitto che morde la polvere.


Tutto questo e' il primo libro. Questo libro, contempla la vita umana. Dalla nascita, attraverso l'infanzia, la adolescenza, il sesso, l'amicizia, le lotte e la pace, l'amore, la famiglia, la paternita' la maternita' la maturita', la vecchiaia e infine la morte.  

Alla morte, non ci sono ancora arrivato, ma sto' lavorando perche' sia una morte dolce, che mi accarezzi affettuosa per potermi consegnare a lei con l'ultimo sorriso di chi ha vissuto una vita piena di eventi piacevoli e meno piacevoli ma sempre eventi positiva umanta'.



Continuo la mia storia  con una PREMESSA;  


INFORMO I LETTORI CHE MI HANNO CONOSCIUTO DI PERSONA, CHE NON TROVERETE TRACCIA DELLA VOSTRA ESISTENZA NELLA MIA STORIA PERSONALE.

RACCONTARE LA MIA STORIA, COINVOLGENDO PERSONE O FAMIGLIE CHE HO CONOSCIUTO NELLA MIA VITA,

E’ UN' INTRUSIONE DELLA ALTRUI PRIVACY CHE NON MI PERMETTEREI MAI DI COMMETTERE


PERSONE CHE MI SONO STATE VICINE E PERSONE CHE ANCORA MI STANNO VICINE, RASSICURATEVI NON VI UTILIZZERO’ MAI NELLA MIA STORIA.

ANCHE PERCHE’ OGNI UNO DEVE SCRIVERE LA PROPRIA STORIA, NON QUELLA DEGLI ALTRI. COLGO L’OCCASIONE PER MANDARVI

UN GRANDE ABBRACCIO SINCERO A TUTTI ,AUGURANDOVI DI STAR BENE. LA VITA E’ FRAGILE.


IO NON STO’ BENE, AL MOMENTO CHE STO' SCRIVENDO QUESTO PEZZO. STO’ GIOCANDO AL GATTO COL TOPO CON MR. VIRUS CORONA, UN TIPO VENUTO DA LONTANO, SENZA ESSERE STATO INVITATO.  


MI HA SEGUITO FINO DA ANCONA IL 14 DI MARZO COSTRINGENDOMI AD PORTARE LA MASCHERINA, COME GLI SVALIGIATORI DI BANCHE. E SI E’ STABILITO DI PREPOTENZA NELLA MIA STANZETTA DI OSTELLO A LONDRA , DOVE MI HANNO MESSO IN ISOLAMENTO PER DUE SETTIMANE. E NON VUOLE SENTIRNE DI TORNARSENE DA DOVE E’ ARRIVATO.

PASSO IL TEMPO GIOCANDOCI A SCACCHI. PER ORA CONDUCO IO LA PARTITA. TRA UNA PASTIGLIA DI ANTIBIOTICO E UNA DI STEROIDE ANTI TBC.


MA SICCOME CHE QUESTO TIPO E’ IMPREVVEDIBILE, FALSO ED INFINGARDO COME I POLITICI, OLTRE CHE SPIETATO COME UN DIRETTORE D'AZIENDA, NON MI FIDO E NON MI RILASSO, FINCHE’ NON LO VEDO PARTIRE CON BIGLIETTO DI SOLA ANDATA.


LA COSA PIU UTILE DI QUESTO SIGNOR CORONA VIRUS, E’ CHE DA QUANDO C’E’ LUI CON ME, HO PERSO L’OLFATTO E IL SENSO DEL GUSTO.

COSI’ NON MI SENTO IN OBBLIGO DI FARMI LA DOCCIA O DI CAMBIARMI I VESTITI TUTTI I GIORNI NE’ TANTO MENO DI FARE LO SCHIZZINOSO COL CIBO

TANTO NON SENTO NESSUN GUSTO COMUNQUE.


 INOLTRE POSSO DORMIRE E POLTRIRE A LETTO COME NON FACCIO DA QUANDO ERO BAMBINO.

HO DOLORI DAPERTUTTO E FACCIO FATICA AD ALZARMI PER ANDARE AL BAGNO.

INALO CONTINUAMENTE IL BECLOMETASONE PER AIUTARMI A RESPIRARE E CONTINUO A PIANGERE SENZA MOTIVO.  


ME LO AVEVANO DETTO I MEDICI CHE GLI STERIODI CONTRO LA TBC, PORTANO DEPRESSIONE

E ANCHE INTENZIONI SUICIDE. MA IO A SUICIDARMI, NON CI PENSAVO MINIMAMENTE, CONTINUAVO A PIANGERE,

IMMAGINANDO LE COSE CHE AVREI FATTO UNA VOLTA GUARITO E CERCANDO DI IMMAGINARE STORIE

E AVVENTURE FANTASTICHE DA APPORTARE AL MIO LIBRO E MI VENIVA DA RIDERE MENTRE PIANGEVO

E ASCIUGAVO LE LACRIME DALLA TASTIERA DEL COMPUTER, E TOCCANDO I TASTI, INCASINAVO TUTTO QUELLO CHE SCRIVEVO.

MI VENIVA DA RIDERE A FILOSOFICAMENTE, LASCIAVO PERDERE IL RACCONTO E MI RIMETTEVO A DORMIRE


POI MI PREOCCUPAVO MOLTO DEL RESTO DEL MONDO, DI QUELLI CHE SOCCOMBONO ALLA DEPRESSIONE.

AVREI VOLUTO AIUTARLI MA ERO IMPOSSIBILITATO FISICAMENTE ED ERO IN ISOLAMENTO.


POI UN GIORNO, ALL’IMPROVVISO IL SIGNOR VIRUS CORONA, SE NE ANDO’ INSALUTATO OSPITE.

COME ME NE ACCORSI? SENTII UNA PUZZA ANIMALESCA, PROVENIRE DALLA TUTA GINNICA CHE USO COME PIGIAMA,

UN TANFO DA BESTIA SELVATICA SOTTO LE ASCELLE CHE ERA ASFISSIANTE. MI PORTAI SUBITO IN DOCCIA DOVE RIMASI UN’ORETTA CIRCA.

SENTII LE FORZE RITORNARE E I DOLORI DIMINUIRE, FU' UN'ESPERIENZA DI INDESCRIVIBILE FORZA VITALE.

LA SUPREMAZIA ASSOLUTA DELLA VITA SOPRA LA PAURA E LA DISPERAZIONE CHE GIOIA IMMENSA. E PIANSI ANCORA LACRIME CALDE E COPIOSE.

CHE BELLA LA VITA!.


POI FECI COLAZIONE, CAFFE’ NERO ALL’AMERICANA E CANTUCCINI A VOLONTA’ E RISENTII IL SAPORE DEL BOLO DE ARROZ CHE MI PORTARONO I MIEI CUSTODI

IL GUSTO DEL CAFFE. IL SAPORE DEI CANTUCCINI. SI! ERO PROPRIO SICURO CHE QUEL PUZZONE DI MR. CORONA SE NE ERA ANDATO.


ALLELUIA, CHE RITORNASSE A CERCARMI DOPO L’ANNO TREMILA.



Reso dovuto e sentito omaggio alla mia partia adottiva, (La Gran Bretagna).

Publicando il mio primo libro in Inglese, dopo oltre 20 anni di gestazione,

Creando il mio sito www.neartheriver.com sempre in inglese, Sul quale ho publicato le mie piu’ significative liriche poetiche, sempre in inglese.


ONORE A TE GB CHE TANTO MI HAI DATO.


Mi ha dato casa, lavoro, qualifiche importanti, mi ha difeso e curato, quando piu’ ne avevo bisogno.

Mi ha dato la possibilita’ di conoscere i miei diritti, i miei doveri, e la possibilita’ di viaggiare. Mi hai dato i Beatles, i Pink Floyd.

Centinaia di brani rock di decine di artisti che hanno plasmato la mia vita, dalla tenera eta’ fino alla eta’ matura,

uno su tutti John Lennon con la sua Imagine e Sir Helton John col suo Crocodile Rock e Freddy Mercury col suo I Want to Break Free.

E le composizioni dei Pink floyd e la chitarra di David Gilmour sulle cui note mi addormentavo e sognavo.

E tanti attori e sportivi che mi hanno ispirato positivamente.


Onore alla Regina alla quale ho giurato fedelta’ quando presi la cittadinanza

GRAZIE G.B.

.


Onore alla mia patria originale, che tanto mi ha insegnato.  

Che mi ha contaminato il virus piu’ bello del mondo.  


(LA GIOIA DI VIVERE),


Mi ha insegnato a cucinare, a mangiare, a vestirmi , a cantare, a ballare

e a sentirmi sempre orgoglioso di essere italiano, davanti ai commenti positivi e di apprezzamento delle mie origni da parte dei Britannici tutti

che non mi hanno mai lesinato complimenti.


GRAZIE ITALIA. ONORE ALLA REPUBLICA SULLA QUALE GIURAI FEDELTA’ DURANTE IL SERVIZIO MILITARE.

ONORE A TE ALLA TUA LINGUA, ALLA TUA STORIA, ALLE TUE COSTE, ALLE TUE MONTAGNE

ALLA TUA ARTE AI TUOI MONUMENTI ALLA TUA CREATIVITA’. AL TUO POPOLO,

ONORE A TE ANCHE DA PARTE DEI MIEI AMICI BRITANNICI.


Conobbi una dottoressa osteopata, circa 20 anni fa che mi diceva: parli come se stessi per morire adesso.  

Beh! Oggi devo dire che ci sto’ arrivando vicino.



Ma chi sono io? Chi credo di essere? Cosa e’ che mi ispira a scrivere libri di fantasia rubati alla realta’ di tutti i giorni?


Mi Presento:   Trovo oggigionrno urticante e offensivo sentirmi chiedere l’orribile frase disumana:


DA DOVE VIENI?  

(E da dove potrei mai venire secondo voi da un'altra galssia?)

 

Invece di chiedere: CHI SEI?


Io sono Renato, per I miei concittadini di Sant'Anna, sono Rino Nioi.

Vengo da mia madre. Che tanto rimpiango di non esserle stato abbastanza affettuoso, sempre intento a scappare sui monti col bestiame dei vicini o per cercare funghi da vendere.

o a consumare le scarpe giocando a pallone.


La mia mamma non si rese conto che stava dando alla luce un genio, il giorno che mi partori’. ( AUTOSARCASMO).


Mi ricordo che all'età' di 5 anni mi nascondevo dietro la porta che dava sulla strada principale e spiavo la gente che passava.

La mamma mi chiese: Che gioco stai facendo? Io le risposi che la notte precedente avevo sognato che potevo allungare le labbra quanto volevo

e baciare le belle ragazze che passavano per strada, senza essere visto.   La mamma mi guardo' stupita e disse con un sorriso: Ahhh! Fillu-e-coca. Cioe'; Figlio di buona donna.


Non mi ricordo bene che anno era, forse il 1958. La strada, non era stata ancora asfaltata, era una strada sterrata coperta dalla ghiaia e stavano arrivando i prima mezzi militari della NATO,

come passavano, sollevavano molta polvere con le ruote, facevano schizzare la ghiaia tutta intorno. Poi mi ricordo che un giorno, arrivarono dei mezzi che non avevo mai visto prima.

Stavano asfaltando la strada. E cosi' per la prima volta, vidi l'asfalto e notai nei giorni seguenti che i mezzi cingolati non passavano piu' lasciando quei solchi sulla strada.

Ma li trasportavano su grandi camion scoperti. Poi fu' un periodo di novita' per tutti gli adulti che furono presi a lavorare nella base militare ancora in costruzione.

E alcuni venivano a prenderli con la jeep e a fine lavoro li riportavano indietro. Poi, ascoltavamo la radio del vicino perche' noi non potevamo permettercelo.

E la sera, era tutta una scoperta mai immaginata prima, tutti al bar tabacchi a guardare la telvisione, l'unica del paese. E c'erano I flipper e I juke box che I militari e gli adulti del paese,

gettonavano continuamente e guardando loro, imparai a ballare il twist, (ancora lo ballavo fino a quattro anni fa', durante I miei spettacoli casarecci in un ristorante a est di Londra)  


E mi ricordo quando abitavamo a Sant' Anna quando non c'era ancora la strada asfaltata e non avevamo luce elettrica e neanche il frigorifero,

avevamo la lampada a carburo e a quei tempi, il carburo lo portavano in latte da 25 chili al negozietto di fronte. E mio padre, si faceva regalare la latta vuota, la piazzava nel centro della cucina che era anche il nostro salotto,

e ci metteva dentro le braci che aveva ottenuto dal fuoco nel cortile dietro casa, quello era il nostro riscaldamento ed io mi sentivo felice, non vedevo l'ora che il babbo, cominciasse a raccontare le fiabe.

Poi a due tre alla volta, ci prendeva in spalla e ci portava al piano di sopra, dove c'era la stanza da letto per tutti noi bambini. A quel tempo eravamo 5 figli, l'ultima sorellina, non era ancora nata.



Durante la crescita, non avevo abbastanza cibo, ero sempre affamato e (PERDONATEMI) ne fece le spese qualche gatto.

E tanti uccelli innocenti che acchiappavo con tagliole d'acciaio. Rimpiango tutta la crudelta' che avevo usato contro gli animali, sopratutto gatti e uccelli.

Pero' non rimpiango quando slegavo il maiale e lo cavalcavo aggrappato alle setole del suo collo, tra i cespugli di cisto e frisie, come fosse un cavallo finche' non mi faceva cadere

Dopo pooch metri e finivo a terra pieno di graffi e di scorie. Ma io ero felice di giocare. A noi bambini, piaceva solo giocare, tutto intorno a noi era un gioco.


Ho avuto un'infanzia che molti avrebbero considerato difficile, sfortunata, forse anche drammatica. Ma per me, la mia infanzia fu piena di emozioni positive.

ogni avvenimento difficile e che avrebbe condizionato negativamente qualunque bambino,per me era solo un gioco, tutto era un gioco per me, anche quando mi facevo male,

era solo un gioco nel quale avevo imparato ad essere piu' attento per non farmi ancora male.


Ero il secondo di sei figli, famiglia povera e mamma malata.

Il mio genio, mi porto’ via dalla Sardegna che avevo 15 anni, destinazione, Roma

a lavare i piatti in un ristorante francese prima, poi diversi locali italiani.

Avevo trovato cibo a sazieta’ avevo imparato a cucinare piatti internazionali,

imparai anche un po’ di francese., Poi nei ristoranti italiani, ero diventato un cuoco di buon livello in giovane eta’,

nonche’ pizzaiolo su forno a legna.A 19 avevo già’ l’esperienza necessaria per propormi come primo cuoco.

Ma volevo essere più bravo e imparare alcuni altri piatti internazionali che stavano venendo di moda in quegli anni.


Aspettai fino alla fine del servizio militare, il quale lo feci come chef alla mensa ufficiali.

Tornai a Roma e mi sentii maturo per fare lo chef.

Solo che si lavorava in nero e minimo 14 ore al giorno sei giorni la settimana.

Non volevo fare la fine dei miei colleghi cuochi che passati i cinquant’anni, erano pieni di acciacchi,

Vene varicose, pance gonfie, bevevano. E avevano altri problemi vari.

Avevano pagato il mutuo di una casa che avevano solo usato per dormire.

Avevano fatto figli che non conoscevano,

Sposato una moglie che vedevano solo la notte a letto.


Quando i figli erano a casa, i cuochi erano al lavoro e quando i cuochi erano a casa,

i figli erano a scuola.

A natale, i cuochi lavoravano e gli altri si divertivano,

e cosi’ a capodanno. E cosi' a Pasqua. Io non volevo fare quella fine.


Io volevo avere la possibilita’ di giocare coi miei figli.

Andai in Germania, dove si lavorava di meno e si guadagnava di più’.


Ma in Germania, mi venne la fantasia di imparare un'altra professione e di non fare piu' il Cuoco.

 Io non volevo più’ fare il cuoco. E vedendo un mio collega che parlava bene il tedesco,

cambiare da cuoco a cameriere ed imparo’ a socializzare e interagire con le persone, e sopratutto a ballare.

Decisi di imitarlo.

Cosi’ chiesi al mio datore di lavoro di lasciarmi incominciare la mattina alle dieci e mezzo, invece che alle dieci.


Mi disse: e i ravioli fatti amano e i cannelloni e le tagliatelle e i polli da disossare, quando li fai?

Gli risposi che avrei fatto tutto il pomeriggio nelle mie due ore di pausa.  


Mi chiese perche’? Gli dissi; perche’ dalle otto alle diaeci di mattina, voglio andare a lezione di tedesco, che e' anche gratis.


Lui rispose: cosi’ impari il tedesco, ti trovi un lavoro migliore e io devo cercarmi un altro chef.

Guarda fuori, la vedi la neve?, se vuoi andartene vattene adesso, io a scuola non ti ci mando.


Gli risposi: la sai una cosa? A me la neve piace e anche in Inghilterra nevica.

Pero’ mi ha detto il lavapiatti che in Inghilterra, si può studiare la lingua anche di pomeriggio in scuole private.

E in Inghilterra si lavora di meno e si guadagna di più’ e si e’ assicurati automaticamente come si dichiara l’arrivo e la residenza.


Diedi il preavviso di una settimana e parti per Bournemouth dove avevo trovato lavoro tramite il giornale romano il Messaggero che era venduto anche in Germania.

Il datore di lavoro in Inghilterra, chiamo’ in Germania per le referenze e caso strano,erano conoscenti.

Il datore di lavoro tedesco, venne da me e mi disse: cosa credi che a bournemouth trovi un padrone migliore?

Guarda che siamo tutti e due di Castello di Schio e che la sua sorella, lavorava al mercato delle verdure, insieme a mia cugina.


Gli risposi; non importa, intanto imparo un’altra lingua. Passai due settimane a Bournemouth e due settimane dopo ero a Londra

A fare il secondo cuoco in un altro ristorante.  


La Gran Bretagna mi ha aiutato a uscire dal catering, mi ha pagato il corso di amministrazione.  

Poi il corso di viaggi e turismo per diventare travel agent, poi il corso per diventare bus driver, poi il corso per computer applications,

Poi mi ha dato la qualifica di portantino all’ospedale, poi a 65 anni mi ha dato la pensione.

Senza che io la abbia richiesta, 35 anni di contributi completi, pensione massima.


Poi a 66 anni, mi ha finanziato il corso per il diploma di Personal Trainer.


Ogni qualvolta mi sono trovato senza lavoro, la Gran Bretagna,

Mi ha dato la possibilita' di imparare un'altra professione nel giro di uno o due mesi,

Dal mio ultimo giorno di lavoro.



Prima invasione Romana.



Chiederete, Che c'entrano i Romani?

Al mio arrivo a Londra, mi accorsi che il legame con i Romani antichi, era vivo vegeto e

motivo di orgoglio su tutte le rovine romane e altre costruzioni romane

sul suolo Britannico. Mi sembrava che i Britannici, si sentissero

piu' legati ai romani di quanto non si sentissero gli italiani.

Per I miei amici Britannici, I Romani vengono sempre prima degli anglosassoni,

Prima dei Vickinghi che invasero l'Irlanda.

E persino prima dei Celti che erano Irlandesi.

Ma invasero e conquistarono parti significanti della Britannia

E ancora, esistono dialetti e usanze e riferimenti culturali

molto radicati nella societa' britannica moderna.

 

Eppure per I miei amici Britannici, I Romani sono ancora il piu' importante riferimento storico,

dell'evoluzione della Gran Bretagna. Mi sembra che la memoria storica,

del mio popolo adottivo, sia piu' radicata nell'era Romana di quanto non lo sia la memoria storica degli italiani del mio tempo.



Anno 55 e 54 BC Cesare venne, vide e conquisto’


AD 43 Claudio venne, costrui’ Londra e se ne ando’ .


Dopo I Romani, vennero gli Anglosassoni e altri invasori dei paesi del nord est Europeo

Ma nessuno lascio' un'impronta tanto grande

quanto I Romani.


Ultima invasione della Gran Bretagna.


23 - 03 - 1983, D.C.


Dopo i Romani venne un sardo, (io) a provare ad oscurare la memoria dell'antica Roma


Mentalmente stressato e confuso, posseduto da uno spirito randagio, incapace di fermarsi permanentemente in qualunque insediamento umano (con valida ragione)

E infetto da un virus letale e incurabile in quell’epoca molto presente in suolo Italico.


Chiamato   (LA GIOIA DI VIVERE).  


Deciso ad utilizzare tutto il potere di questo virus per conquistare anime e cuori dei Britannici,

Per poter eradicare la loro proverbiale flemmatica e malinconica rassegnazione.

Infettarli con un po’ di allegra ironia e farli sorridere, renderli piu’ allegri.

Cosicche’ magari un giorno potremo sentire Mick jagger che canta …I CAN GET SATISFACTION AT LAST.


Abbandonai una grande nazione chiamata Germania, per questa ancora piu’ grande nazione chiamata Regno Unito

dove ancora vivo in auto inflitta cattivita’.  


Non che non abbia cercato di fuggire. Anzi ci ho provato tante volte.  

Ma come il naufrago che prova a fuggire dall’isola deserta a nuoto o con zattera di fortuna,

le onde del mare mi riportavano sempre indietro.


Sempre indietro senza scampo ma con la speranza sempre viva.


Purtroppo, e’ colpa mia, io cerco una nazione come la Gran Bretagna ma con clima migliore.

Invece trovo si’ nazioni con clima migliore, cibo e costo della vita migliore.  

Ma le condizioni di lavoro, la flessibilta’ lavorativa e le possibilita’ di impararare nuove professioni Che mi fanno sentire felice, quelle non le trovo.  


Anche per la mancanza di leggi adeguate ai tempi e di attivita’ sociali, sportive e di divertimento alla portata di tutti, non solo dei ricchi.

Che nei paesi dove sono stato, non ho trovato.


Qui in gran Bretagna queste cose, sono alla portata di tutti. Ed e’ questa mia pretesa, l’onda che mi riporta sempre indietro.



I Romani partirono da Boulogne con centinaia di navi da guerra, Prefettus, Generali, Centurioni e Legionari.


Io partii da Oostende, in Belgio. Su una nave passeggeri che navigava sempre inclinata a sinistra,

per via delle onde alte e del vento forte che spazzava i ponti dell’imbarcazione. Arrivammo a Dover con due ore di ritardo.


Guardai sulla cima delle bianche scogliere, immaginando come potesse essere stato ai tempi di Cesare.

Ma non riuscii a visualizzare soldati britannici con archi e frecce e javelotti e lancie pronti a tirarceli addosso.


E meno male. (La mia immaginazione eccedeva di molto ogni fantasia).


All’arrivo, mi sentii come se fossi a casa, solo che si parlava una lingua diversa,

una lingua di cui conoscevo solo cinque o sei parole pronunciate col mio accento marcato e stretto da sardo.


Provai a chiedere informazione ad altri passeggeri, con quel po’ di tedesco che conoscevo. Ma il tipo, mi rispose: English please.  

Allora, provai in spagnolo, che lo parlo bene. ma la risposta fu perentoria: English please.  


allora, scoraggiato, tentai l’ultima carta. In francese, chiesi ad un signore: parlez vous française?  

La risposta, fu un urlo di sdegno; ENGLISH PLEASE!


Io ero un po’ sorpreso, scoraggiato e anche un po’ deluso a dire il vero. Avrei voluto chiedere scusa, ma non sapevo che si dice SORRY.  

Quindi lasciai perdere ma non senza bofonchiare in italiano il mio disappunto:  


STI CAZZI DI NORDICI, QUANDO VANNO ALL’ESTERO, VOGLIONO ESSERE CAPITI ANCHE QUANDO PARLANO IN MARZIANO,

E QUANDO UN POVERO MARZIANO COME ME, CERCA DI COMUNICARE, INVECE DI PROVARE AD AIUTARE SI INCAZZANO.


In quel momento, mi venne in mente la profezia di una signora a Roma nel 1979.  

E pensai che forse la prima parte di sofferenza che mi profetizzo’ stava iniziando a materializzarsi.

Lasciatemi, spiegare la storia di questa profezia.


Dunque ero a Roma, ero un giovane cuoco e pizzaiolo al lavoro in un ristorante chiamato L’AMMIRAGLIO.


Una traversa di Piazza Cavour.  


La mattina ero lo chef e la sera, sostituivo il pizzaiolo che era in vacanza.

A cena, la sera presto, venivano tutti gli attori e cantanti e direttori e costumisti, tecnici del suono e delle luci che lavoravano alle produzioni del TEATRO TENDA,

per mangiare prima di affrontare il turno serale del loro spettacolo. Uno degli spettacoli, era , LE CYRANO DU BERGERAC.


Il proprietario del ristorante, era il produttore e tra i tanti personaggi che ho incontrato di persona, vi erano tutti i piu’ famosi del tempo.  


Quella volta della profezia, arrivarono prima i big, Modugno, col figlio, Pippo Franco, Gigi Proietti, Johnny Dorelli, Catherine Spaak eccetera,

da ultimo arrivava Renato Zero con la sua troupe in costume del 19simo secolo. MI disse: Buon sera pizzaiolo.  


Io in quel momento mi trovai sorpreso ed emozionato a tal cospetto, e anche un po’ intimidito dalla statura di Renato

e dal carisma che emanva tutto intorno a se e con tutto il seguito, vestiti con costumi antichi che mi facevano venire in mente I Templari.

E la sua compagnia piccolina che gli arrivava si e no all’altezza del petto,ma anche lei, sprigionava una personalita’ assolutamente dominante.


Ed io riuscii solo ad esclamare! MA COME SIETE ELEGANTI!.


Dopo una decina di minuti, arriva una signora sui 35 40 anni, atletica e abbastanza attraente. Probabilmete parte dello staff tecnico amministrativo.

Si avvicina e in tono molto piacevole, mi dice: Pizzaiolo, me la fai una pizza con qualunque ingrediente eccetto le acciughe.

Dalle una simmetria a tuo piacimento per favore che mi intriga la tua personalita’ e voglio provare a decifrarla.


Li per li’ non capivo lo scopo ma ero troppo ingenuo e tropo preso dai miei pensieri su una ragazza francese

che conobbi in un resort turistico un mese prima e che mi aspettava in Francia.  

Per questo facevo gli extra da pizzaiolo, per risparmiare il piu’ possibile per il mio viaggio romantico.


Dunque, le feci una pizza divisa in sette spicchi di diverso colore divisi da tre cerchi concentrici di funghi trifolati.

Mi rimase un piccolo cerchio del diametro di circa un centimetro nel centro ma decisi di lasciarlo cosi,

sembrava piu’ simmetrico che se avessi coperto quel cerchio rosso di pomodoro con qualunque altro ingrediente.


Misi la pizza nel forno e quando fu’ pronta, chiamai la signora.

Lei arrivo’ molto pensativa e seria, guardo’ la pizza e disse: Tu sei un artista perfezionista a tutti i costi.  

Ma c’e’ una cosa che mi colpisce, quel piccolo spazio vuoto nel centro, e’ un mistero che non saprei risolvere.  

Tu hai qualche conto in sospeso col tuo passato nella tua vita precedente oppure nascondi un segreto.  


Stavo per dirle: signora, si mangi la pizza finche’ e calda e lasci stare le sciocchezze da fattucchiera alla Maga Mago’ per un altro momento.

Ma non dissi nulla perche’ non volevo fare brutta figura con gli altri ospiti.

Continuavo a pensare alla francese che mi aspettava a gambe aperte.

Ma alla signora, non interessava mangiare la pizza calda e continuo’. Tu devi andare in Inghilterra a lavorare per scoprire cosa e’ il tuo segreto.


Le risposi; Signora, guardi che io non parlo l’inglese e ad essere sincero,

l’Inghilterra non e’ mai stato un paese sulla mia lista dei posti da visitare, inoltre non capisco una parola di inglese.


E, quel piccolo spazio nel centro, (inventando una risposta) lo ho lasciato apposta per stuzzicare la sua curiosita’ e mettere al lavoro la sua immaginazione.  

Lei dice che sono un artista, quindi sa bene che ogni opera d’arte ha una componente di mistero per poterla definire una grande opera d’arte.  

Per un lungo istante, si senti’ spiazzata e resto’ confusa e sbilanciata. Poi tiro’ un lungo sospiro e ritorno in controllo delle vibrazioni originali.


Quindi continuo’; tu hai paura ad andarci perche’ nella tua vita precedente hai fatto soffrire molto le popolazioni britanniche.

Con azioni spietate, sei stato un personaggio molto crudele.


Li per li’ dimenticai per un istante la francese ed ebbi l’istinto di lasciar bruciare tutto quello che avevo sul fuoco,

spingera la signora dietro il forno, sui sacchi di farina, strapparle le mutandine (se le ha),

infilarle la mia bacchetta magica tra le cosce, spingergliela fino in fondo e farle scoprire di persona ,

la magia di un orgasmo multiplo prolungato in luogo publico.

Ma mi controllai.


Lei continuo’: noi non abbiamo memoria delle nostre vite precedenti. Ma nel tuo DNA, serpeggia l’istinto della paura dell’inghilterra.

Il tuo istinto ti dice di non andarci per non dover pagare tutto il male che hai fatto nella tua vita precedente.


Stavo seriamente per chiamare gli altri ospiti e chiedergli se era il caso che chiamassi un’ambulanza.

 Perche’ la signora dava segni visibili di instabilita’ mentale.


Ma lei calda calda continuo’; tu andrai in inghilterra prima di quanto non creda.  

E soffrirai, soffrirai e soffrirai, fino a quando non ne potrai piu. Tornerai e avrai imparato l’Inglese.


Avrei voluto chiederle se sarei tornato vivo o in una bara. Ma mi fermai dal chiederlo, anche perche’ sembrava ovvio che sarei ritornato vivo,

in quanto i morti non parlano l’inglese ne’ nessun altra lingua. La signora, finalmente ando’ a tavola a mangiarsi la pizza.


Poi cominciai a riflettere: lei non sapeva il mio nome. Io conosco la leggenda orribile del mio nome

e combacia perfettamente con la profezia di quella donna che meritava essere scopata li e subito e non lo feci.


Il mio nome e’ di origine ebraica ma mia madre era cattolica, mio padre ateo cosi’ come lo sono io.  

Forse mia madre mi ha voluto chiamare Renato perche’ il bambino prima di me era nato morto

e chiamo’ me Renato per sopperire al dolore della perdita del mio fratellino.


Ma nella leggenda, Renato, fu un uomo crudele che inflisse sofferenze atroci al suo popolo e alla sua morte,

Dio lo volle fare ri-vivere, per questo Ri-nato ovvero Renato, farlo soffrire di tutte le sofferenze che ad altri inflisse nella vita precedente.

Farlo soffrire, soffrire e soffrire fino all’esaurimento. Affinche’ imparasse a capire e pertinrsi del male fatto.


Ora non sapevo se e quando sarei mai andato in inghilterra. Ma non avevo paura.  

Continuai a divertirmi, lavorando e ballando e scherzando sempre pieno di gioia di vivere,

come sempre ho fatto tra la Francia, la Spagna, la Germania e l’Olanda. Fino al fatidico 23 Marzo 1983.


Dal 23 Marzo 1983, ho vissuto una vita incredibile. Sempre allegro, sempre al lavoro, felice di esserci, sesso quanto ne volevo.  

Ho mangiato per decenni i cibi piu’ prelibati del mondo, ho bevuto i vini piu prelibati e costosi del mondo.  

Mi sono inebriato di gioia di vivere fino a sentirmi in colpa verso il resto del mondo, che mi apparivano come anime perse in un grande deserto

chiuso da insormontabili muraglie, guidati da un leader cieco.

(Questa ultima frase, la ho creata, vedendo una scena del film; L’ENIGMA DI KASPER HAUSER.  

Mi pare del 1974. Diretto da uno dei piu’ grandi scenggiatori e direttori degli ultimi cento anni, Werner Herzog.


Ho vissuto e goduto della vita in un crescendo di gioia ed equilibrio interiore sconosciuto ai piu.

Alcune notti, sognavo di saper volare in modo cosi’ vivido che quando mi alzavo la mattina, per pochi secondi,

ero convinto di andare in centro di Londra a prendermi un caffe, volando.


Tutto questo, duro’ fino al 1990 circa. Poi piano piano come un vecchio marinaio, vedevo i segni di una tempesta in arrivo,

lo sentivo, lo fiutavo nell’aria.

E venne, finalmente la tempesta imperfetta.

Non era perfetta perche’ la aspettavo ed ero preparato. Il mio naturale istinto psichico me la descriveva esattamente come e’ avvenuta.  


Fu un divorzio violento e doloroso, sopratutto per il bambino. (non me lo perdonero’ mai)

una storia della quale non amo parlare. Perche’ non e’ giusto parlare di una storia che coinvolge altre persone

e con le quali non’c’e piu nessun dialogo e che si sono create una vita propria e indipendente..  

Quindi, ogni parte deve continuare la propria storia e la propria evoluzione sociale, senza intrusioni nella propria sfera privata da relazioni passate.

Tutta questa storia, quando accadde, mi riporto' alla mente alcuni testi di Ivano Fossati.


E D’INVERNO QUALCHE VOLTA IL MARE MI FA’ PAURA

MI RISVEGLIO AL MATTINO SULLA SCIA DI UNA ROTTA PURA.

ANCHE OGGI MENTRE IL MARE SI E’ RIPRESO QUEL PO’ CHE MI HA DATO

LA MIA BARCA E’ SULLO SCOGLIO E SEMBRA UN UOMO

COL CUORE SQUARCIATO.

MENTRE GUARDO LE LUCI DELLA COSTA STO’ PENSANDO CHE,

L’UOMO PIU’ E’ LONTANO DAGLI ALTRI E PIU’ VICINO E’ A SE’

VENTO CALDO PORTA TEMPESTA.


Fu doloroso ma riuscii a risalire la china.

e volai ancora. Piu' in alto e piu' avventuroso che mai. E volai nello spazio attraversando altre galassie,

altri universi, sulle note divine della nona sinfonia di Behetowen.  

Scoprii altri mondi e altri modi di vivere piu’ vicini ai miei sogni e a i miei desideri da bambino.

Ho esplorato le profondita’ degli abissi marini sulle note della chitarra di David Gilmour,

con le parti solo strumentali di Shine On You Crazy Dimond,  


E le sere ero il re delle discoteche, Entravo prima all' HOMBRE DE BAHIA. Quando la pista era vuota e mi scatenavo , tutta la pista per me.

Solo che dopo un po' arrivavano le ragazze che mi circondavano e cercavano di copiare I miei passi, quindi per non farmi confondere, ballavo con gli occhi chiusi

Immaginandomi solo e questo mi faceva ballare anche piu' disinibito, poi arrivavano I soliti cow boys che non essendo capaci di attrarre le ragazze in quanto idioti e maschilisti,

si mettevano tra me e le ragazze. Risultato era che le ragazze, lasciavano la pista, io me ne andavo al bar a bermi una tequila (gratis) I baristi da me non volevano soldi.

Cost' i cow boys, restavano soli in pista,senza saper ballare, poi dopo un po' tornavano al bar a ubriacarsi e sparare cazzate.

Io tornavo in pista, il DJ faceva I suoi commenti su di me, mi metteva tutti I dischi che ballavo meglio, la pista si riempiva di nuovo ed io mi spostavo a ballare sui balconcini.

Ben presto anche I balconcini era super affollati. Qundi io scappavo verso un'altra discoteca, Le Scandale, tanto anche li non mi facevavano pagare l'entrata, (ospite d'onore).


Stesso movimento, stesso spettacolo; alla mia entrata, pista vuota, io comincio e poi seguono le ragazze, poi seguono i bauscia e poi un'altra tequila e poi via in un'altra discoteca, Vogue, Hypodrome, Equinox, e Camden Palace.

Fino alle quattro di mattina. A dormire per sentirmi bene allenato per sopportare la tortura di stare seduto a lavorare in una agenzia di viaggi.

Le domeniche alla pista di pattinaggio su ghiaccio, dove feci amicizia con diverse ragazze, il dopolavoro, pattini, gelati e momenti di vita sociale indimenticabili con persone con cui stavo bene.

Ma mi venne voglia di fare un altro esperimento emotivo su me stesso. Volevo essere la stessa persona che ero senza la tequila. Avevo smesso di fumare le canne gia' da qualche anno,

avevo smesso di bere vino e altre bevande alcoliche. Ora volevo imparare a ballare e sentirmi confidente e disinibito in pista da ballo, senza la tequila.

Una sera, entrai a Hombre De Bahia e nello scendere le scale, vidi sullo specchio il barista che avendomi notato, prese la bottiglia di tequila a riempi' a meta' un bicchiere da aperitivo.

 C'erano almeno quattro dosi di tequila. Arrivato al banco, il barista mi porge il bicchiere. Ma io serio gli dissi: mi dispiace ma ho smesso di bere alcolici, passami una Coca Cola per piacere.

Il barista si senti' perso, confuso mi guardo' con disappunto mi diede la coca cola e me la fece pagare. Io che sono molto intuitivo, avevo capito il messaggio.

Dunque li si pensava che io ballavo in quel modo perche' ubriaco ma volevo dimostrare a tutti che se si vuole si puo' essere sballati anche senza droghe e senza alcol.

Accettai la sfida e mi buttai in pista, carico di un caffe' doppio che avevo appena bevuto e idratato da una coca cola. Il D.J. non sapeva, quindi mise i dischi piu' ballabili per me.

Io alle prime mosse, mi sentivo un po' legnoso e fuori tempo. Poi non volendo accettare la sconfitta, mi venne un'idea; chiudere gli occhi, fregarmene di tutto e tutti e ballare come se li ci fossi solo io.

E ce la feci, MISSIONE COMPUTA' alla gande.   Ed imparai a ballare con gli occhi chiusi. Sul seguito del primo film MISSION IMPOSSIBLE,

Creai il mio motto, la mia carta da visita, il mio brand: " MISSION IS POSSIBLE."


Mi ricordo delle battute irriverenti che facevo in ufficio, come quella volta che arrivarono due ragazze piu' nude che vestite.  

Entrarono nell'agenzia, tutte spiritate, mi si misero davanti e con aria allegra e mi chiesero: Ci puoi consigliare un posto caldo ed eccitante per due ragazze come noi?

Io sbottai spontaneo e sicuro;   CARISSIME, VI CONSIGLIO LA MIA CAMERA DA LETTO.

Il manager, voleva fare il serio e rimproverami di non essere stato professional, ma con tutti che si sbragavano dalle risate, dovette mettersi la mano davanti alla faccia e uscire a ridere per strada.

Da quel giorno, io e il mio collega afgano ribattezzamo l'agenzia da CONDOR TRAVEL, A "CONDOM TROUBLE"

Col mio collega afgano, divenimmo amici e lui fece amicizia anche con mio figlio e qualche anno dopo quando lui aveva lasciato l'agenzia fu impiegato a l'home office,

mi chiese un giorno di fargli da baby sitter al suo bambino di due anni che lui si trovava sperso da solo, che la moglie che era andata a visitare i parenti nella sua nazione di origine.

Mi ricordo sempre di questo amico che rideva sempre alle mie battute e mi chiedeva sempre di scrivere liriche tragressive e quando gli mandai per email la canzone: London Stinks,

la mail mi venne rispedita indietro dall' Home Office con una nota di rimprovero, che certe cose non andava bene scriverle. Cosi' la tolsi dal mio file.

Ma a me non sembrava un testo sovversivo, secondo me era piuttosto un testo allegro magari tragressivo, ma non sovversivo.

E' da diversi anni che ci siamo persi I contatti. Chissa' dove e' adesso?   Spero che stia bene a felice con la sua famiglia.

 

E venne il 1998,


Stufo di lavorare all’agenzia di viaggi come Travel Agent.

Provai a lavorare in una compagnia aerea all’aeroporto di Luton.

Al lavoro fui un disastro non mi piaceva. Ma una persona che non voglio descrivere,

 mi disse che avrei dovuto starci un anno per arricchire il mio C.V e trovarmi un lavoro piu adatto a me.

Non ci sarei rimasto comunque neanche un mese se non fosse successo l’imprevvedibile.

Infatti questa volta la mia antenna psichica non era sintonizzata.


Arrivo’ alla compagnia un gruppo di ragazzi e ragazze, Italiane, Francesi e Spagnole.

Non so bene cosa successe ne’ perche’ ne come.

Mi ricordo solo che facemmo subito conoscenza e mi invitavano ai loro party,

Io mi ci trovavo a meraviglia, preparando i dolci e le torte e il gelato semifreddo e mi compiacevo di vederle/i apprezzare tutte le mie creazioni culinarie.

Siccome avevo 45 anni e loro 20-22, approfittai per farmi portare in discoteche di studenti, perche’ la musica era ottima per me per ballare e sudare come una fontana.

Se mi presentavo da solo chiaramente, non mi ci avrebbero mai lasciato entrare.


Io ero felice ed orgoglioso delle mie amiche e del mio amico francese, parte del gruppo.

Mi sentivo fortunato e lusingato allo stesso tempo, di avere queste giovani amiche che mi portavano ai party, a ballare, ai luna park e io ne gioivo senza freni.  

Solo che poi tutto comincia e tutto finisce. Verso la fine del 1998, ci furono delle interferenze nel nostro gruppo.  

Qualcuno a cui ero allergico, si infiltro’ dentro e altri della compagnia aerea si infiltrarono pure loro,

portando nei party quell’atmosfera triste, noisa tipica degli OFFICE PARTIES. quella atmosfere e’ letale,

uccide ogni spontaneita’ ogni istintiva risata, ogni istintivo sentimento infantile che esisteva nei nostri party

i piu’ allegri che abbia mai vissuto fino a quei tempi.


Comunque durante il periodo di ingenuita’ collettiva queste/i amiche/ci,

Mi ispirarono la voglia di scrivere qualcosa di poetico. E’ in Inglese:



Singing like a Bird;        


(cantando come un uccello a primavera)


Sometimes I can sing

like a bird in early spring,

When my friends call me out and I see

They wan’t be happy without me.


Hit the disco and dance till the night ends

tireless and happy when I am out with my friends


God meant discos for people to have fun,

I don’t miss a chance I dance every time I can.

When you and your friends feel the same way

still in control but a little bit insane

and you want to dance and

you want to sing and you want to say

Forget about your job,

forget about your boss! Let’s do it again.


Molto naive e inglese da asilo nido. Ma a me piace l’ingenuita’ fanciullesca.


Lasciai Luton all’inizio del 1999.  

Arrivai con due valigie piene e la mente libera in cerca di emozioni nuove.

Tornai a Londra, con una sola valigia semivuota

e la mente che straripava di emozioni e gioia di vivere che se fosse stata acqua, sarebbe stato un’ oceano.

Mi portai dietro tutti quei ricordi, tutti quei visi allegri di chi mi ha dato tanto emotivamente e che non dimentichero’ mai.

Ormai queste persone sono scolpite nella mia memoria, sono entrate per non uscirne mai piu’


E divenni bus driver in Londra il 16/05/1999


E ricominciai a volare, altre galassie, altri pianeti altre montagne,

altre profondita’ oceaniche.

sulle composizioni strumentali di Jan Cyrka, Steve Vai, Joe Satriani,

Tony Mac Alpine lynyrd Skynyrd e ancora i Pink Floyd e Metallica AC/DC

Dire Straight Deep Purple e tanti tanti altri.

E tanti altri party e tanto altro divertimento, sembrava non dovese mai finire.


Ho cavalcato su e giu’ per le verdi colline irlandesi sulle note di Mike Oldfield (Tubular Bells.Parte seconda)

Ho imparato ad andare a cavallo. Ho imparato a ballare come volevo. E ho ballato e ho sudato

e ho avuto spettatrici impegnate con me fino alle ore piccole a ballare in alcuni ristoranti italiani e greci, nel centro di Londra.  

Per divertimento ho fatto anche degli strip tease per sole donne.  

E anche mimiche comiche di personaggi famosi, ballando e cantando sui miei pattini, dentro al ristorante.

La piu’ richiesta era Freddy Mopury, ballavo vestito da donna con un mogio (mop in inglese) in testa al posto della parrucca,

sulle note di I Want To Break Free, ribattezzata per l’occasione in I WANT FUCK FREE.

Seguita dallo spettacolo strip per solo donne,

Shames Bondage. Molto divertente.


Poi creai lo show nudo del PADRE DI GOLLUM, questa volta senza i pattini

durante gli week end tra il 2010 e il 2012, nei giorno di riposo da bus driver o

 da portantino all’ospedale di High Wycombe.


 La mia relazione coi pattini, comincio’ nel Marzo del 2000 quando finalmente decisi di imparare a pattinare e fare alcune acrobazie coi pattini.

Prima avevo avuto i K2 che mi permisero di fare salti fino ad un metro di altezza,

con conseguente scivolata laterale che rilasciava le scintille sull’asfalto di Hyde Park e Kensington Gardens. In quei giorni, non avevo bisogno di cercare amici, ragazze e ragazzi con la meta' dei miei anni, mi seguivano e si associavano a me nei giochi acrobatici, come se ci si conoscesse da sempre. E si rideva e si scherzava come bambini al luna park.


Poi mi comprai i quads professionisti da Riedell nel 2005 e non tornai piu’ indietro. Quei pattini.  

Mi durarono 13 anni e mi hanno fatto scalare le scalinate piu’ belle e piu’ irte e lunghe dei paesi che ho visitato,

a partire dal Bastione dei Pescatori di Buda Pest al castello di Quebec City nel 2011

per finire a Roma sulle scalinate dell’Aracieli nel 2016.  

Due anni dopo, nel 2018 ho dovuto rottamarli erano consumati su tutto, e devo ancora comprarmi quelli nuovi.  

Ma la piu’ grande soddisfazione, fu il realizzare il mio sogno piu’ incredibile,

Un anno dopo dei pattini acrobatici K2 nel 2001 mi comprai una honda Hornet nuova e fu’ l’apoteosi.

Il periodo piu bello ed inbriante della mia vita. Dovunque andassi in Europa, erano folli follie in sella alla Hornet.

E... si! avevo anche due passeggere abituali che a turno portavo sulla mia moto con le quali ci divertivamo.

Erano piccole e leggere, perfette per essere passeggere motocicliste.

Ed erano amanti delle folli follie Come piace a me.


Uno stato di grazia, cosi’ intenso, non poteva durare. Era troppo intenso, troppa gioia che spesso faceva male a chi la vedeva.


E venne il declino, lento, inesorabile e previsto come sempre dal mio istinto psichico.


Verso l'inizio del 2017, comincio' l’era sciagurata, la piu’ crudele della mia vita che ancora dura.

Ormai per me non c’era piu’ scampo. Con l’evoluzione (chiamiamola cosi) della societa’ dei diritti uguali per tutti,

I governanti sempre in cerca di voti e poltrone in parlamento, dimenticarono di implementare i doveri.  

Nessuno parlava piu di doveri, solo di diritti.


Ma quando io arrivai a Londra nel 1983, la societa’ mi si presento’ come una moneta con due lati diversi,

che mandavano lo stesso messaggio, chiaro, esplicito e non equivocabile.


Da un lato, diceva: I DOVERI E LE RESPONSABILITA, GENERANO DIRITTI E LIBERTA’

E dal lato opposto: DIRITTI E LIBERTA’ SONO IL FRUTTO DI DOVERI E RESPONSABILITA’.


Quell’era magica era finita. Ormai i posti di lavoro erano diventati territorio di caccia di religiosi in cerca di proseliti,

specialmente nelle compagnie di autobus dove lasciavano che un manager o un sindacalista potesse molestare religiosamente un conduttore

o qualunque altro impiegato con la pressante richiesta di convertirsi.  

Io non potevo piu’ fare quel lavoro in pace. Poi, seguirono le molestie sessuali a senso unico e non contestabili,

pena essere bollati omofobici ed avere tutti nemici al lavoro, tutti con la lingua di fuori davanti al capo, il quale era ed e' il perverso supremo,

in cerca di un appiglio qualunque per molestarmi e passarla liscia.  


Molestie sessuali in ogni angolo in ogni lavoro, autobus, ospedali, ristoranti, lavori di pulizie e

perfino lavori all’estero da compagnie basate in Gran Bretagna, si pagavano e si pagano col sesso.  

(Se non mi credete, chiedete lavoro da conduttore di pullman diretti in Europa e gestiti da una compagnia che non posso nominare per non essere denunciato)

Pero' vi do una dritta, una di queste compagnie fino al 2018, era solo inglese, poi venne comprata da una grande Banca tedesca.

E la prima cosa che mi fu detto al deposito fu il consiglio non richesto, di fare sesso con gli altri autisti negli alberghi dove avevamo il cambio di autista in Europa.

Dopo tre giorni, visto che io non ero interessato a condividere la mia vita sessuale con colleghi dello stesso sesso,

Mi chiamarono in officio, e mi dissero che mi avrebbero pagato l'intera settimana e tutta la settimana prossima e di andarmene pure subito,

che per me non c'era piu' posto.   Meno male pensai, almeno mi pago il carburante che ho comprato per guidare la mia macchina da Londra e ritorno,

150 chilometri andata e 150 ritorno. (Ho scritto chilometri eh? Non CULOMETRI come sarebbe piu' appropriato dato il posto di lavoro)

Chi non si concedeva non lavorava. Ed io quindi non lavoravo. Dovevo assolutamente scappare, io non meritavo questa tortura.  

Va bene che il male bilancia sempre il bene e che io avevo goduto tanto.  

Ma io avevo goduto del mio essere, senza molestare nessuno ne rubare niente a nessuno.

Io ho goduto attingendo alla mia innata gioia di vivere che e' sempre stata la fonte della mia energia e della mia felicita'.

Al lavoro ci sono sempre andato per lavorare,

felice di essere al lavoro. Mai per utilizzare il mio posto di lavoro per molestare altri/e colleghi/e


La mia gioia, derivava dal mio spirito non da ricchezze o di potere su altre persone.  

Io ero felice di essere vivo, in salute e di avere qualifiche che mi permettevena di muovermi da una professione all’altra.

Cosi’ pensai che se mi fossi preso il diploma di Personal Trainer, non avrei piu dovuto sottostare alle molestie dei pervertiti sessuali

che vanno in palestra a caccia di uomini e donne, invece di concentrarsi con l’allenamento, si concentrano a seguire le persone che si allenano seriamente,

in ogni angolo della palestra, nei bagni, nelle docce, alle quali avevano scassato i passanti della porta

per poter vedere un uomo nudo che si fa’ la doccia,

in piscina che in qualunque corsia mi metessi, si mettevano a nuotare in venti, per fare lo struscio acquatico.  

Potevo spostarmi alla corsia vuota, certo ci provavo ma loro seguivano, quindi niente piu’ nuotate per me. A meno di avere la mia piscina personale.  

Poi venivano le saune dove ormai le hanno trasformate in un carnaio osceno. Non ci puoi nemmeno entrare senza strusciarti su qualcuno che ti aspetta alla porta.

Addio palestre per me. Ma forse come personal trainer. e’ diverso. (pensavo)


Quindi tra molestie e pressioni e strusciate di qualche professore durante le lezioni

e studenti aggressivi in accordo sottinteso con lo stesso professore che faceva finta di nulla,

E anche membri del management, (tutti a caccia di uomini eterosessuali a qualunque costo). riuscii communique a prendermi il diploma.

Li sconfissi con le loro stesse army ricattatorie.

In perfetto stile da molestatore sessuale, come lo erano loro. Non avevo scelta se volevo completare il corso. I molestatori, furono gia' riportati prima ai superiori.

Ma loro erano I mandanti quindi non fecero nulla per farli smettere. Mi misero davanti alla prospettiva; O ti concedi o ti facciamo faillire nel corso.

Io me ne andai indignation da tante angherie e loro per paura di essere denunciati al governo che finanziava il corso, Mi mandarono una mail per chiedermi spiegazioni.

Io mi spiegai e gli dissi che non sarei piu' tornato in quell' aula di perversi sessuali senza ritegno e che se volevano, potevo completare il corso, solo sulla base di uno a uno.

Un professor e uno studente. Tanto dovevo solo presentare gli esami. Accettarono di farmi completare gli ultimi esami nel loro quartier generale

Sulle basi di uno a uno. Uno studente, (io) ed un professore, il piu' rispettoso di tutti. E alla fine, feci pure amicizia con recirpoco rispetto con alcuni di loro.

E completai il mio diploma.


Tutte le palestre di Londra, mi cercavano, tutte volevano uomini per personal trainer.


 Allora? Come come mai non ci lavoro? C’e’ bisogno che ve lo spiego o lo avete gia’ capito?


Mi invitavano al colloquio ma Il palpeggiamento, cominciava dal primo minuto del colloquio.

Se solo abbassavo lo sguardo per evitare gli innuendo sessuali e le strizzate d’occhio, cambiavano attegiamento e tono di voce .

Quindi il messaggio era chiaro; meglio che mi alzavo e me ne andavo subito. Ed e’ quello che ho sempre fatto.  


Ho finito per fare allenamento nei parchi ma anche li, ci sono gli spettatori senza biglietto

che ti seguono si siedono e ti osservano con sguardo allupato.

Ho smesso di occuparmi del training di altre persone. ( Che si arrangino) Io adesso mi occupo solo del mio fisico con orgoglio e pazienza,

con lavoro duro e con risultati brillanti, alla faccia dei sessantasette anni e di Mr. Virus Corona.

Quindi faccio training cittadino itinerante, spostandomi da una parte all’altra del parco e da un parco all’altro,

Da una piazza all’altra e da un centro commerciale all'altro continuamente, da un Ponte all'altro e da un pub all'altro, cosi' cammino molto e non ho bisogno di esercizi aerobici.

Praticamente faccio il training cittadino itinerante perpetuo. Se vedo una panchina deserta a fianco di un pub, so che posso farmi uno o due set di addominali,

col corpo sul sedile e i piedi sotto il tavolo, pero’ poi devo subito cercarmi un altro posto perche’ come mi fermo, dopo cinque minuti,

immediatamente arriva il solito moscone a ronzare intorno o anche a sedersi vicino e guardarmi con disgustosa libidine,

accarezzandosi I capelli e strizzando l'occhio sorridendo come le mignotte di Caracalla degli anni sessanta.  

Che se lo faccio io alle donne, mi arrestano sul posto. Cosi' entro in galera in pantaloni e ne esco in minigonna, proprio loro.


Sono come i piccioni di citta’, tu cerchi un posto tranquillo per sedeti e mangiarti un panino,

ma appena tiri fuori il panino dalla borsa, ti ritrovi con una dozzina di piccioni intorno.

Ma cosa scrivo? Ma sono forse l’ultimo maschio rimasto in Inghlterra?.


Scrivo quello che sta’ accadendo a me e a qualunque etero che si avventura da solo per la citta’.


E no, non sono l’ultimo maschio rimasto in inghilterra, sono pero’ quello che piu’ si e’ lamentato publicamente e che piu publica sui mediai i fatti come accadono.


e per quel 80% o forse anche 90% degli uomini di Londra che praticano incontrastati la caccia all’ uccello padulo,

sono quello che ha respinto e denunciato un assalto fisico da parte di un energumeno brasiliano in un ostello che appartiene ad un potente omosessuale

E questo alle lobby non va bene.


MA LA STORIA UMANA E’ LASTRICATA DI POPOLI E GRUPPI IDEOLOGICI E RELIGIOSI E SESSUALI DI OGNI GENERE.

E TUTTI HANNO FALLITO L’AGOGNATA E DESIDERATA META DI SOTTOMETTERE ALTRI ESSERI UMANI AL GIOGO DEL LORO DOMINIO ASSOLUTO.


E SONO STATI SCONFITTI. PERCHE’ LO SPIRITO CHE GUIDA L’ ESSERE UMANO, E’ DIVERSO IN OGNI UNO DI NOI.

E' UNICO E NON DOMINABILE DA UN ALTRO SPIRITO. POSSONO TORMENTARE E TORTURARE UN ALTRO SPIRITO

MA NON ASSERVIRLO, PRIMA O POI LA VITTIMA SI LIBERA O TRAMITE SCONFITTA DELL’ OPPRESSORE

O PIUTTOSTO SI SUICIDA PUR DI NON RIMANERE SCHIAVO DI UN ALTRO SPIRITO.


MA COME IN TUTTE LE TRAGEDIE UMANE,

GLI OPPRESSORI DI OGNI GENERE, NELLA LORO SCONFITTA,

SI LASCIANO DIETRO, ROVINE E LACRIME, LUTTI E DOLORE.

MA PASSERA’ ANCHE QUESTA TRAGEDIA.


E IO NON POSSO SUICIDARMI PERCHE’ L’HO PROMESSO A ME STESSO TANTI ANNI FA CON QUESTA POESIA:


E’ nata in inglese e la lascio cosi’


The Suicide Attempt!



Why kill yourself my son ?

Disgusted and tired of being a man?

Every day you should wish to live one more day,

There is no need to suicide as we all die anyway

Life for you may not be a great fun

But such is every life under the sun.

Some show happiness on the outer skin

But sorrow and delusion are hidden within.

There are no lucky or unlucky ones,

We are all pretenders, all comedians.

So if you dislike the role you play

Please don’t throw your life away.

Take a break, have a rest,

Watch others play, spot the best.

Isn’t this an exciting show?

Do you still want to go?

The greatest challenge my dear friend

It is to stay right until the end.

 


Ormai in tutte le citta’ Britanniche, e’ cosi e anche a Roma ed Ancona per quello che ho visto nelle settimane scorse, (Marzo 2020)

sta’ prendendo piede questa situazione sociale. ma non sono gente locale, forse di gente locale, ce ne saranno il 5% .  

Ma quelli aggressivi e pressanti fino ed oltre il tormento e la tortura mentale sono gli ultimi arrivati

Provenienti da tanti paesi senza leggi democratiche, senza diritti umani e dove violentare le persone non fa’ piu’ nemmeno notizia.

A questi pervertiti aggressivi, non fa nemmeno paura di essere arrestati,

Per loro la prigione’e come un hotel di lusso stile l’Isola di Giava, dove si mangia si beve e si chiava.


E io che avevo tanti conoscenti gay e diversi amici tra loro, e negli anni passati, andavo perfino a ballare alle loro discoteche

perche' sapevano mettere le musiche che piu mi piaceva ballare. Ma poi I loro guru, gli hanno fatto il lavaggio del cervello,

Con la loro idea che si deve osare che si deve essere un'alternativa valida alle donne per tutti gli eterosessuali.  

Cosi li hanno spinti a fare coming out publico-mediatico,a sentirsi intoccabili ed impunibili e di conseguenza aggressivi verso gli etero.

Come molti ignobili abominevoli etero fanno con le donne.

Ma non si sono accorti che I gay pride e il coming out come fatto clamoroso e di moda, in realta' e' un censimento dei gay, camuffato da glamour sociale.

E sono finiti tutti nel calderone di un ghetto volontario, creandosi intorno un altro apartheid di etero che stanno diventando omofobici senza accorgersene e senza volerlo.


Nei centri commerciali, non si puo’ piu’ entrare senza essere seguiti in cerca dello struscio fatale, praticano lo stalking e ci seguono come se noi etero fossimo rock stars.  

Manca solo che ci fermiamo a firmare autografi.


Hanno i picchetti che ti aspettano perfino alla entrate dei bagni publici e ti seguono dentro e non puoi chiuderti dietro la porta perche’ hanno rotto il passante.

se ti lamenti e lo dici ad un membro della security, allora ve lo descrivo con una barzelletta spagnola cosa succede.


SIGNOR GUARDIA, DOVE STA’ PER FAVORE PIAZZA DELLA REPUBLICA?

LA GUARDIA, LO GUARDA E GLI DICE: COME SEI BELLO!

IL MALCAPITATO, FA UNA SMORFIA SCHIFATA E PASSA ALL’ATRO LATO DELLA STRADA

E CHEDE AD UN’ALTRA GUARDIA: MI SCUSI MI POTREBBE DIRE DOVE E’ PIAZZA DELLA REPUBLICA?

PER FAVORE EH? PERCHE’ SA’ QUELL’ ALTRA GUARDIA ALL’ALTRO LATO DELLA STRADA,

INVECE DI INDICARMI DOVE E’, MI HA DETTO CHE SONO BELLO.

LA GUARDIA GLI RISPONDE: LASCIA PERDERE QUELLO LI’ , QUELLO E’ UNO STUPIDO,

TU NON SEI BELLO, TU SEI BELLISSIMO.


Ma davvero Londra e’ cosi’? Se sei maschio e esci per strada da solo o nei centri commerciali, o nei mezzi publici o nei parchi o nelle palestre o nei bar caffe o nelle discoteche,

nelle librerie, SI! E’ COSI’ ED E' ANCHE PEGGIO DI COME LO DESCRIVO.


All’ ospedale di Harlow, l’anno scorso, ho lasciato il lavoro di portantino per essermi difeso da un manager asiatico che voleva mettermi le mani addosso,

non era neanche il mio manager.   Ma mi fermava durante il mio lavoro per rimproverami di spingere due carrelli alla volta. (Ma lo facevano tutti e cosi' mi aveva detto di lavorare il collega che mi faceva da trainer)

Poi mi rimproverava per andare troppo svelto o per come camminavo o altre scuse senza capo ne coda.

per potersi poi scusare di essere stato rude e avvicinarsi e cercare di toccarmi, di mettermi le mani addosso.

Vecchia viscida tattica, usata per millenni da uomini bavosi e schifosi per palpare le donne. (Prima ti faccio lo sgambetto, poi ti tiro' su con le scuse mentre ti palpeggio)


Mi scansai e gli dissi a voce alta: stammi lontano e non toccarmi perche’ reagisco fisicamente e ti spacco la faccia. Tu non hai il diritto di toccarmi e' contro la legge,

e contro l'etica comportamentale al lavoro.


Quello continua a sorridere, a sbavare e ad avvicinarsi con le mani allungate al che’ mi sono messo in posizione difensiva militare e gli ho detto,

Tu ti avvicini ancora a portata delle mie braccia e ti spiaccico al suolo.  

Si fermo’ e con la coda tra le gambe rientro’ nel suo ufficio. Poi venne il mio collega spagnolo e gli spiegai l’accaduto.


Mi disse che loro possono fare quello che vogliono e io non posso dirgli nulla. Ma Siccome che c’erano le telecamere dappertutto,

il filippino non poteva mentire. Comunque, per me fu tutta una macchianazione fatta d’accordo gli uni con gli altri,

perche’ in quel momento io non potevo essere solo in quel posto, in quanto eravamo nell’ora di punta di lavoro e quel tratto dei corridoi era sempre affollato.

Comunque, avevo deciso che dovevo andarmene anche da quel cesso di stronzi vestiti da uomo.


Poi all’indomani mattina, venne da me la mia manger chiaramente informata della storia. Mi si paro’ davanti, divarico’ la gambe mi chiese: come stai oggi?  

con il sorriso accativante e il body language che dice: SCOPAMI SCOPAMI. Non era ne’ vecchia ne’ brutta ma mi fece schifo lo stesso

e le dissi che non volevo piu’ lavorare li e che me ne andavo alla fine della giornata.

Mi chiese perche’ e per evitare spiegazioni alle quali sarebbero seguite giustificazioni, le risposi (mentendo) che avevo trovato un altro lavoro.

Mi disse che potevo andarmene anche subito. E subito me ne andai.  


Potrei continuare a raccontare storie all’infinito, sugli ultimi 3 anni a Londra ma finirei anche per raccontare cose che mi metterebbero nei guai sempre di piu’.

Quindi la finisco qui dicendo:

Ho perso il sorriso, devo nascondere la mia gioia di vivere che e’ ancora viva e prepotentemente forte dentro di me.

Per non attirarmi le molestie dei perversi senza vita propria, senza esistenza sociale soddisfacente e senza causa.

Pieni di boria, di rancore e di invidia nei confronti dei maschi felici a cui non interessa il sesso gay,

come se per loro, non essere interessati al sesso con altri uomini fosse un crimine atroce contro i diritti dei gay.

Per loro il sesso e’ un diritto e per noi etero e’ un obbligo sottometterci. Per loro contano solo i loro desideri sessuali

e chi si oppone commette un crimine contro l’umanita.’

Gia’ perche’ noi maschi, non abbiamo piu' gli stessi diritti di vivere in pace senza essere molestati. Per loro, noi siamo solo selvaggina non siamo considerati come esseri umani.


MA PASSERA’ ANCHE QUESTA.


Sentinella, a che punto e’ la notte?

E la sentinella risponde;  

La notte sta' passando

Ma l'alba non e' ancora arrivata

e dopo l'alba tornera’ la notte

tu puoi farmi la stessa domanda all’infinito

ed avrai sempre la stessa riscposta.

(Dal libro di Malachia)


Ho smesso gia’ da anni di mettere i calzoni corti quando pattino e quando mi alleno, sono arrivato al punto di pensare seriamente di comprarmi un saio da frate e essere meno visibile.  

Ma il fatto e’ che non ho casa, vivo negli ostelli, che altro non sono che le tane dei cacciatori d’uccello padulo. Rifugi dei peccatori piu’ malvagi. CON LICENZA DI OFFENDERE  

In comunicazione continua tra loro coi loro smart phones e ovunque vada, sanno sempre dove sto’.

Prendo il mezzo publico? E li stanno loro tutti assiepati nello stesso vagone dove c’e’ un etero.  

E se un uomo etero va in un altro vagone, meno affollato, quelli seguono.

Non e’ raro a londra, nelle metropolitane vedere un vagone stracolmo e gli altri semivuoti o vuoti del tutto.


Devo trovare un altro posto nel mondo dove vivere con la mia pensione, poter praticare la mia passione di personal trainer

anche solo per pagarmici l’affitto di casa. Non voglio soldi, voglio solo tornare a sorridere senza nascondere la mia gioia di vivere.


Solo sentirmi libero di andarmene a spasso o a pattinare in calzoncini senza rischiare lo sturpro  

andarmi a prendere un caffe’ senza essere seguito, e appena mi avvicino al banco, sentire il gomito dello stalker che tocca il mio gomito

E tossisce perche' mi volti a guardarlo.


Voglio tornare a nuotare senza sentirmi come una carpa nell’ acquario cinese dove quando vengono pescate,

non hanno neanche bisgno di essere squamate, si sono gia’ auto squamate nella vasca, strusciandosi continuamente le une alle altre.  

Io trovero’ un posto, io tornero’ a sorridere liberamente, tornero’ a sentire l’eco della mia risata cristallina e spontanea come quella dei bambini.

Ecco, non so’ dove andro’ a finire, so solo che me ne andro’ da questo pozzo di tristezza tragica

senza inizio e senza fine. Tristezza pura allo stato puro.

Io posso dire di avere sofferto, sofferto e sofferto fino a non poterne piu’.  

Questa non e’ piu’ la mia Londra, questa non e’ piu la mia Gran Bretagna,

questo e il deserto del film di Werenr Herzog L’ENIGMA DI KASPER HAUSER.

Ed io ne usciro’ perche non sono cieco e non seguo un leader cieco.

Se rivedessi quella donna della profezia del 1979 a Roma, le direi che questa storia della reincarnazione e’ una cazzata enorme,

perche’ io se avessi avuto una vita precedente, non potrei essere stato l’aguzzino del popolo Britannico,

perche’ chi mi ha fatto soffrire al punto da farmi scappare, sono esseri malvagi provenienti da tutto il mondo.  

Ed in Gran Bretagna, queste persone non c’erano. E nemmeno i loro avi c’erano. Questi esseri, sono stati vittime di altri esseri piu’ malvagi

in altri paesi senza leggi democratiche vere e senza umanita', che li hanno sottomessi spiritualmete, emotivamente e fisicamente

fino a fargli accettare che il mondo e’ quello che gli hanno fatto vedere. E che il male ricevuto dai piu’ forti, puo’ e deve essere fatto ad altri piu’ deboli.

Il male si deve tramandare, questo gli hanno inculcato.

Ma per me non e’ cosi, il male ricevuto, non lo rifaccio ad altri piu’ deboli di me. Io uccido dentro di me

e nel mio immaginario poetico, lo transformo in trofei come i cacciatori fanno con le prede.

E le loro teste, le trasformo in stelle brillanti da appendere lassu’ nella costellazione dei pesci.

Dove tutto il male che ho ricevuto deve brillare mostrando all’universo che il male puo’ essere sconfitto, umiliato e messo alla gogna publica interstellare.

E qui inserisco la mia poesia.

(Anche questa e’ in inglese)


My Corner in the Sky:


All the happiness that I had all the moments of joy

are displayed on my smile and through the spark of my eyes

like a powerful sun ray

On a clear summer day.

All the hatred I received

all the sadness I lived

had become blinking stars

in my corner in the sky

In the Pisces constellation

where all evil die


Ecco le direi che sono tornato, e come aveva detto lei, ho imparato l’inglese. E che ho sofferto, sofferto e sofferto fino a non poterne piu’.

Le direi che se quando la incontrai la prima volta, avessi avuto il corpo di allora col cervello di oggi, l’avrei scopata e riscopata, in publico

fino a farle uscire le scintille dalla vagina, da dover chiamare i pompieri per farsele spegnere.

E le direi: lei che gioca a fare l’indovina, lo sa cosa era quello spazio rotondo al centro della pizza?

non era un segreto irrisolto, non era un conto in sospeso della mia vita precedente.

Bensi il simbolo della mia ossessione fin da quando sono nato capisce signora? Quello spazietto tondo, simboleggia la mi ossessione.  

Un’ossessione che si chiama FIGA, CAPITO SIGNORA? LA FIGA, LA FIGAAAAAAA. L’ossessione di tutti i maschi

che ci porta a seguire ciecamente la bacchetta magica dovunque essa ci guidi per infilarsi in figa.  

E procurarci infiniti guai e problemi di cui potremmo fare benissimo a meno se non fossimo ossessionati dalla FIGAAAAAA.

Capito signora fattucchiera? E aggiungerei; adesso gliela faccio io una profezia.

Lei che ha lavorato al teatro tenda ed e’ familiare con le tende, con la passione della veggenza, lei e’ destinata a comprarsi una tenda,

un mantello blu scuro con le stelle dorate lucenti, un tavolo, una sedia e una palla di cristallo.  

Mettersi a leggere la mano dei segaioli e dirgli in quali giorni devono farsi la prossima sega e a quale ora.  

perche’ lei non lo sa che nella sua vita precedente, lei era un uomo e si faceva tante seghe.

Lei non lo sa perche’ noi non conserviamo memoria della vita precedente.  

Ma nel suo DNA, serpeggia il virus del segaiolo e da qui nasce il suo desiderio infinito di essere scopata,

come avrebbe voluto scoparsi le tante donne che vide nella sua precedente vita, da segaiolo.

Ecco lei diventera’ famosa e super richiesta come La Fattucchiera del Cazzo.

I Chiropati e le Chiropate di tutto il mondo le saranno grati/e per tutti i clienti che lei gli procura che vanno a curarsi il dolore al gomito.


CARI LETTORI, LA FINISCO QUI?  


Ma si dai la finisco qui ho tanta voglia di cominciare la traduzione del libro in italiano e publicarlo prima della fine dell'anno. Lo ho promesso
                         

             

QUOTAZIONE VINCENTE AL CONCORSO:

(I DISEREDATIDEL TERZO MILLENIO)


                                      DOVERI E RESPONSABILITA' GENERANO DIRITTI E LIBERTA'

                                  DIRITTI E LIBERTA' SONO IL FRUTTO DI DOVERI E RESPONSABLITA'


QUOTAZIONE VINCENTE AL CONCORSO:

(I DISEREDATI DEL SECONDO MILLENNIO)


IO NON COMBATTO PER LA PACE

IO VIVO IN PACE


Autore: Uno di Sant'Anna.






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